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Dott.ssa Elena Paiuzzi

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 Dr.ssa Claudia Ricco

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Science & Method Ass. Prof

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Sindrome da deficit di attenzione e iperattività

La sindrome ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, colpisce soprattutto i bambini e dà i primi segnali prima dei 7 anni. Al contrario di quanto si è pensato per anni, non è legata a una cattiva educazione da parte dei genitori o all’indole del fanciullo, ma è una vera e propria patologia.

I bambini che ne sono affetti possono presentare diversi sintomi rientranti nelle seguenti macrocategorie:

  • disattenzione: trascuratezza nei dettagli e nell’esecuzione dei compiti. Difficoltà a mantenere la concentrazione sia a scuola sia durante i giochi. Vulnerabilità agli stimoli esterni.
  • iperattività: impossibilità a restare seduti a lungo. Disinteresse per giochi tranquilli. Braccia e gambe in continuo movimento. Difficoltà a mantenere il silenzio anche se espressamente richiesto.
  • impulsività: tendenza a rispondere alle domande prima ancora che queste vengano formulate per intero, e a interrompere i discorsi e le azioni degli altri.

A seconda di quale gruppo di sintomi sia più evidente nel bambino, questo può essere classificato come disattento, ossia emotivamente fragile, timido e ansioso, o iperattivo-impulsivo, ossia aggressivo e fortemente oppositivo nei confronti dei genitori.

Solitamente la sintomatologia risulta più problematica negli ambienti rigidi e regolamentati, come l’asilo o la scuola, meno in casa, dove certi atteggiamenti vengono maggiormente tollerati e ritenuti caratteriali del bambino.

Un soggetto affetto da deficit di attenzione e iperattività ha difficoltà ad ottenere un rendimento scolastico all’altezza delle proprie potenzialità intellettive, e anche a vivere una socialità serena. Lo stress causato da questa patologia non colpisce solo il bambino, ma anche gli adulti a lui vicini.

Per molto anni si è intervenuti su questo tipo di patologia solo con una terapia farmacologica, a base di metilfenidato, destroanfetamina e pemolina, efficace ma aggressiva. Negli ultimi anni si è preferito ridurre il più possibile questa, combinandola con trattamenti di tipo comportamentale. Questa nuova soluzione dà ottimi risultati, migliorando la vita dei bambini affetti sia in famiglia sia a scuola.

Sito ufficiale della Dott.ssa Gargiulo: Psicologa e Psicoterapeuta a Roma che si occupa di problemi psicologici e difficoltà legate alle disabilità.


Altre letture di psicologia

La schizofrenia considerata la massima espressione della malattia mentale, spesso identificata con la pazzia è un disturbo che oggi può essere curato, scoprine di più, visita il sito:
www.laschizofrenia.it

Elenco degli psicologi e psicoterapeuti specializzati nella Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
www.terapia-cognitivo-comportamentale.it

Cos'è? Perchè si sviluppa e come riconoscere una persona affetta da dipendenza affettiva? Trovi tutto su: www.dipendenza--affettiva.it

I disturbi della personalità

Tra i cambiamenti proposti nell'ultima edizione del DSM (il Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali) si evidenzia una radicale modifica nei criteri di diagnosi dei disturbi di personalità raggruppati in Asse II. Viene favorito, infatti, un sistema di classificazione dimensionale (basato sulla gravità) invece che categoriale. I disturbi di personalità vengono distinti in riferimento a 5 prototipi: profilo antisociale/psicopatico, personalità evitante, borderline, profilo ossessivo-compulsivo e schizotipico.

Questa classificazione non comprende il disturbo di personalità narcisistico e quello istrionico inseriti in altri domini più ampi.

Ma che cosa si intende con il termine "personalità"? Ci si riferisce all'insieme di tratti distintivi, di stili e di schemi comportamentali che contraddistinguono il carattere dell'individuo, che definiscono il modo di percepire la realtà, che sostengono e determinano il modo di pensare e di agire di ognuno.

Coloro che sono dotati di una personalità sana riescono ad affrontare adeguatamente gli inevitabili stress della vita e stabiliscono buone relazioni con gli altri; chi, invece, è affetto da un disturbo di personalità ha problemi nel rapporto con le persone, ha difficoltà ad accettare i cambiamenti e non riesce a sostenere condizioni stressanti e ad affrontare le situazioni che esigono una certa flessibilità. Questi soggetti reputano giusti e legittimi i propri comportamenti ma, in effetti, hanno una visione molto ristretta e rigida del mondo e non riescono ad integrarsi nel sociale.

L'origine dei disturbi di personalità è controversa: alcuni autori ne individuano la causa in eventi che, verificatisi nella prima infanzia, influenzano i comportamenti nei periodi successivi della vita, altri presuppongono una natura genetica.

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